A dieci anni dal Naufragio del Natale ’96: quando giustizia per le vittime?

"Alle ore 03:00 del 26 dicembre 1996, al largo delle acque di Capo Passero, un’imbarcazione carica di migranti è speronata da una nave più grande nelle operazioni di trasbordo di alcune centinaia di persone, in attesa di essere lasciate davanti alle coste della Sicilia. L’imbarcazione, in pochi minuti, affonda: muoiono 283 migranti provenienti dal Pakistan, dall’India e dallo Sri Lanka-Tamil."


A dieci anni dal Naufragio del Natale ’96:
quando giustizia per le vittime?



Ricordare a volte è anche dimenticare. Spesso le commemorazioni hanno il sapore dell’oblio e noi non vogliamo metterci una pietra sopra, né metterci l’anima in pace con una commemorazione.
Sin dai primi giorni del Naufragio di 10 anni fa, grazie alle denunce dei superstiti, dei parenti delle vittime, di alcuni coraggiosi giornalisti e di alcune associazioni antirazziste, si è chiesta verità su quanto accaduto, e giustizia per le vittime.

Ancora oggi esistono trame inconcluse nella rete che avvolge i fatti del Naufragio del Natale ’96: i processi contro i responsabili sono ancora in corso, e più volte hanno rischiato di arenarsi nelle pastoie della burocrazia italiana.

I corpi continuano a rimanere in fondo al mare, insepolti.
Nel frattempo il numero delle vittime legato al traffico di migranti è salito vertiginosamente; alla tratta di esseri umani si aggiungono oggi nuovi fenomeni di schiavitù e sfruttamento, anche nella nostra isola, con casi di caporalato nel lavoro agricolo e di negazione dei più elementari diritti del lavoro e, persino, della dignità umana.
Consideriamo questa commemorazione un punto di partenza, un modo per non abbassare la guardia, denunciando tutto quello che non si fa per una integrazione reale, e condannando con forza il razzismo, le illegalità e le pratiche neoschiaviste nel lavoro, le illegalità nei centri di permanenza temporanei, trasformati in veri e propri lager.

Di questo naufragio si è a lungo negata l’esistenza da parte delle istituzioni, sia locali sia nazionali. Se nei Paesi d’origine delle vittime la tragedia è stata seguita con drammaticità sin dall’inizio, soltanto il rinvenimento del relitto, avvenuto pochi anni fa al largo di Capo Passero, ha scosso l’opinione pubblica italiana.

Da anni chiediamo che si recuperi il relitto e si dia dignità ai resti dei 283 migranti naufraghi.

Chiediamo che si avviino concrete azioni in campo internazionale per contrastare la tratta di esseri umani di cui il Mediterraneo è ancora teatro. Questa tragedia va ricordata perché è il simbolo del nostro mondo globalizzato e guerrafondaio, dove a pagarla sono sempre i più poveri e i più emarginati, schiacciati dalle logiche del profitto a tutti i costi, al punto da vedere negati i diritti più elementari della dignità umana.

Sosteniamo pertanto in questo giorno la campagna “PER NON DIMENTICARE”, facendo del 26 dicembre una giornata della memoria per tutti i migranti, vittime di sfruttamento, per ribadire la nostra ferma condanna al traffico di esseri umani che coinvolge vaste trame criminali in tutto il Mediterraneo, per denunciare e condannare la negazione dei diritti umani esercitata nei centri di permanenza temporanea.

MAI PIÚ NAUFRAGI-CHIUDIAMO I LAGER




Martedì 26 dicembre 2006, a partire dalle 16:00, corteo e sit-in a Portopalo di Capo Passero

La manifestazione è promossa da: ARCI- Circolo ISKRA – AGESCI – AMNESTY INTERNATIONAL –RAS( Rete Antirazzista Siciliana) - EMERGENCY – MEDICI SENZA FRONTIERE – Ass. “LIBERA”- ATTAC Sicilia- FLAI/CGIL Sicilia-RETE RADIE’ RESCH -Ass. Acquanuvena di Avola - Chiesa Valdese Pachino – Ass. “Insieme- pro immigrati” – Camera del Lavoro Pachino - Croce Rossa – Ass. Dante Alighieri – Ass. Pachinese Anti Crimine – Anopas (Protezione Civile) – Ass. Studi Storici e Culturali – Oss. Ambientale– Ass.”Città Etica” -Comitato “Amanti di Capo Passero”-Misericordia di Pachino- Ass.Pescatori “San Francesco di Paola” di Portopalo di C.P.

Arci Iskra
Fonte: MarzamemiByNight.com il 19-12-2006 - Categoria: Comunicati

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