A contatto con la natura

ISPICA - Conoscenza e valorizzazione delle zone umide del territorio di Ispica, un progetto che è stato realizzato dall'Ipsst, aggregato al liceo «Gaetano Curcio» e che ha visto coinvolte le quarte classi dell'istituto. Il progetto è stato inteso come la continuazione dell'esperienza di biomonitoraggio del fiume Irminio, e ha suscitato tanto entusiasmo. Il progetto è stato inteso come «la nascita di un forte interesse per problematiche ambientali ed un rinnovato rapporto con la natura. Gli alunni che si sono occupati del monitoraggio ittico dei pantani, delle rilevazioni botaniche e soprattutto del monitoraggio avifaunistico. Tante le esperienze acquiste dagli alunni interessati che hanno avuto fra l'altro la possibilità di conoscere da vicino quei luoghi, i pantani, tanto cari alle specie migratorie. I pantani della fascia costiera sono famosissimi in tutto il mondo in quanto ritenuti come un luogo di ristoro e di riposo degli uccelli che dall'Africa volano verso i Balcani. Il progetto realizzato dagli alunni «ha permesso di uscire fuori dalle mura della scuola, di entrare in contatto con il proprio territorio e di vivere l'esperienza di insegnamento-apprendimento delle scienze al di là degli schemi tradizionali». Le aree umide interessate al progetto Pantano Longarini, Foce del Rio Favara, Pantano Gariffi, Pantano Bruno, Pantano Cuba e Pantano Auruca, questi ultimi due in territorio di Pachino. Ed ecco quanto si legge nella relazione redatta a conclusione della realizzazione dell'iniziativa: «Il progetto di monitoraggio ecologico dei pantani ha avuto l'obiettivo di studiare le aree umide ispicesi e valorizzarne la loro importanza nell'ambiente.

Un tempo le zone umide erano sinonimo di malaria e venivano considerate zone improduttive, oggi dopo le operazioni di bonifica effettuate su larga scala il numero di questi ambienti dall'ecosistema particolarissimo è notevolmente ridotto. A renderle interessanti non è l'aspetto, indubbiamente suggestivo, ma il ruolo di mantenimento del'equilibrio sia idrogeologico che climatico, che queste aree paludose riescono a svolgere. Funzionano, infatti, in caso di inondazioni, come bacini e come riserve d'acqua preziose per il rifornimento continuo delle falde sotterranee e possono ridurre gli sbalzi di temperatura nelle zone vicine. Questi ecosistemi particolarissimi sono inoltre preziosi per l'evoluzione della specie, perchè consentono la vita a specie vegetali ed animali che difficilmente altrove potrebbero sopravvivere. In particolare rappresentano per gli uccelli locali, il luogo ideale per la nidificazione e per i migratori, ospitali tappe sulle rotte migratorie. Fra gli aspetti positivi delle zone umide anche quello di essere fra le zone più fertili esistenti, un po' per via del continuo movimento delle acque che favorisce il trasporto di sostanze alimentari e un po' per le innumerevoli specie vegetali che qui vivono e si riproducono aumentando la capacità di fotosintesi e di penetrazione dell'energia solare. Un insieme di elementi che consentono ad ogni livello una varietà di vita notevolissima». Diverse le indagini effettuate che hanno fatto acquisire tanta esperienza agli alunni interessati, indagini che sarebbe opportuno ripetere con la riproposizione del progetto. Ci riferiamo all'indagine sulla fauna ittica tramite la cattura di esemplari con la tecnica della sciabica, il famoso «vota-vota» tanto caro ai pescatori dilettanti, la rete monofilo, il retino a mano. L'indagine sull'avifauna è stata effettuata con l'aiuto di cannocchiali e binocoli, ed infine quello sulla flora con il prelievo di essenze determinate con l'aiuto di chiavi botaniche, sul posto e a scuola.

Diego Floriddia
Fonte: LaSicilia.it il 16-03-2004 - Categoria: Cronaca

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