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Riflessioni dopo il dibattito in Piazza


Facciamo qualche riflessione postuma a proposito dell’incontro dibattito organizzato dalla nostra Associazione “Città Etica” lunedì scorso, in Piazza Vittorio Emanuele, insieme ai quattro candidati sindaci. Ci pare evidente che i nostri cittadini ripongono nella prossima amministrazione una grande quantità di aspettative, con le quali andrà a misurarsi chiunque si siederà sull’agognata poltrona di primo cittadino. La speranza dei nostri concittadini è un sentimento che merita il nostro più grande rispetto, e che sarebbe davvero imperdonabile alimentare con false promesse. Chiunque oggi in campagna elettorale cavalchi questa speranza dovrà fare i conti domani con fatti concreti. Chiunque andrà ad amministrare domani, deve sapere che di fronte al ripresentarsi di fenomeni di malcostume come quelli degli anni passati - tutela dei propri interessi personali e dei propri familiari, del proprio referente politico, degli interessi economici privati – dovrà fare i conti con questa speranza. Deluderla significherà tradire la comunità locale, e fare i conti con un altro sentimento molto forte: la rabbia e l’insoddisfazione.
Intenti a conquistare l’elettorato, i nostri candidati attuali stanno armando il proprio esercito di candidati consiglieri comunali in base al criterio di intercettare il maggior numero di consensi possibile. E forse su questa tattica si sta per porre le basi di un possibile ripresentarsi degli errori del passato: oggi sappiamo infatti che proprio il consiglio comunale si è rivelato il fattore più destabilizzante delle amministrazioni precedenti. Se il consiglio comunale fosse stato, in questi anni, quel luogo di mero indirizzo politico e di controllo sull’attività dell’amministrazione così come indica la legge, probabilmente avremmo avuto più stabilità. Questa stabilità non c’è stata per una sorta di degenerazione, probabilmente insita nella stessa legge elettorale della regione, che consente anche ad un singolo consigliere in quale venga a trovarsi in posizione strategica, di avere un potere sproporzionato e destabilizzante sul funzionamento del consiglio comunale e della stessa amministrazione.
Su questo fattore cruciale si è consumata la mala politica: ovvero quelle condizioni in cui sindaci si sono trovati costretti a nominare oltre 50 assessori, o che attuano cambi di maggioranza in corsa, o che si trovano in tali condizioni di debolezza da dover indicare assessori graditi a singoli consiglieri, o che si barricano dietro maggioranze messe su con l’unico scopo di non essere sfiduciate. Su questo delicatissimo argomento si parla ancora troppo poco, e malvolentieri.

Quante possibilità avremo di subire ancora queste situazioni in futuro?
Abbastanza, se è vero che oramai la cittadinanza si è abituata al mercato dei “pacchetti voto”.

Molte, se è vero che in tante liste si ricandidano persone che col loro operato hanno contribuito alle crisi delle precedenti amministrazioni, cambiando gruppo politico per puro calcolo. Peggio ancora se in quelle liste compaiono nomi di persone che non risiedono neppure nella nostra città.

Moltissime, se è vero che alcune forze politiche hanno temporeggiato fino all’ultimo, ovvero fino a poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste: sono segnali chiari che, per molti dirigenti politici, le qualità e le capacità del candidato sindaco non sono in cima alla lista dei pensieri.

Si badi che questi comportamenti non sono stati tenuti in modo uguale dalle quattro liste: ma toccherà al cittadino fare le dovute differenze, non a noi.
La sera del primo giugno ha visto serpeggiare tra il pubblico qualche moto di rabbia e di protesta. Ma la protesta della nostra gente spesso si fissa troppo sulle persone, e troppo poco sui meccanismi che invece stanno alla base della cattiva politica. E sono meccanismi dove proprio i cittadini dovrebbero sapere dire “no” al momento giusto. Accettando quei meccanismi, sono proprio i cittadini a legittimarli.
Non è stata la serata del processo a qualcuno, come qualcuno forse temeva. I candidati si sono prestati alle regole del dibattito in modo civile, e a loro è stato riservato un comportamento rispettoso ed equilibrato. Forse da parte del pubblico questo processo lo si sarebbe voluto celebrare, ma abbiamo preferito spegnere sul nascere ogni degenerazione del dibattito. Noi non facciamo processi a nessuno.
Questi sono i giorni della speranza, e lasciamo al nostro futuro sindaco, chiunque esso sia, il piacere di cavalcare questa speranza.
Ma sono anche i giorni della delusione e della rabbia per le ferite subite, e al cittadino dovrebbe essere lasciata la libertà di arrabbiarsi, quando è il caso.
Da parte nostra abbiamo il dovere di rinfrescare la memoria sia a chi la campagna elettorale la fa da protagonista, sia a chi la subisce come spettatore passivo. Ai primi rinfrescheremo la memoria affinchè non si ripetano gli errori del passato. Ai secondi ricorderemo che è inutile arrabbiarsi se poi si accetta la logica del voto di scambio. E’ inutile imprecare contro i politici se poi usano il voto in modo irresponsabile. E’ inutile mettere in croce questo o quel sindaco se poi gli si mette accanto dei consiglieri che non lo faranno lavorare, perché capaci solo di portare avanti piccoli ricatti, ritorsioni e ostacoli al lavoro amministrativo.
Ognuno faccia la propria parte, ognuno usi gli strumenti a propria disposizione. E l’unico strumento a disposizione dei cittadini è il voto. Da parte nostra, abbiamo avviato una provocazione, che abbiamo chiamato “campagna Voto-Pulito”. Se il tema interessa andate sul nostro sito (http://www.cittaetica.it...) e dite la vostra.
Categoria:  Comunicati Inserita il: 04-06-2009 08:05:34
Letta: 771 volte Utente: Città Etica
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Chiavi: incontro dibattito candidati sindaco città etica riflessioni
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