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Pachino è veramente un paese assai strano.

Credo che sia l'unico comune al mondo, o fra i Paesi che si possano dire "democratici", dove l'opposizione viene querelata da chi detiene il potere (e pertanto posta sotto indagine) per aver rappresentato l'interesse collettivo contro quello particolare.

Che stranezza!

In tutta questa vicenda, io, con i colleghi di opposizione, mi sono limitato a svolgere il mio dovere di consigliere comunale, e cioè raccogliere e rappresentare le lamentele di cittadini, nel caso specifico di mamme ed insegnanti, preoccupati di fronte ad un intervento del sindaco Bonaiuto e dell'amministrazione municipale, e cioè quello di aver autorizzato ad una ditta privata, con un intervento subitaneo, l'installazione di pannelli solari sopra i lastrici solari delle scuole di Pachino.

Ricordo le preoccupazioni delle mamme dei bimbi che frequentano le scuole e ricordo le preoccupazioni degli insegnanti: il sindaco, come tantissime altre volte in questi anni, non aveva coinvolto nessuno, a parte i suoi "magnifici 12" (circa) della maggioranza. Non aveva coinvolto il Consiglio Comunale, né i genitori, né i dirigenti scolastici. Insomma nessuno.

Ecco perché ci siamo sentiti in dovere di presentare una risoluzione (cioè un atto di mero indirizzo politico) nei confronti dell'amministrazione con la quale chiedevamo la revoca in autotutela della Delibera che autorizzava l'impianto dei pannelli sopra i tetti delle scuole, in modo da poter acquisire le eventuali autorizzazioni necessarie (agibilità, ecc. ecc.). Ci siamo cioè caricati semplicemente di un interesse collettivo, quello delle preoccupazioni di genitori e di insegnanti, contro un interesse particolare, e cioè quello di una ditta. Ci siamo preoccupati di salvaguardare la salute e l'incolumità dei nostri bambini contro l'interesse del profitto. E mentre facevamo tutto ciò, a nostra insaputa, e inopportunamente, venivamo querelati per abuso d'ufficio, ragione per cui da sabato risultiamo indagati. Come dire: chi tocca il potere prende la scossa!

Per quanto mi riguarda, nell'esprimere la massima fiducia nella magistratura che dimostrerà realmente come sono andati i fatti, mi batterò in ogni sede per dimostrare che nessun reato è stato commesso (tant'è che la Delibera non è stata mai revocata e i pannelli sono sopra i tetti delle scuole).
E continuerò ancora più di prima a svolgere il mio compito istituzionale sino in fondo, nell'esclusivo interesse dei miei cittadini. Ecco perché invoco una radicale discontinuità nell'amministrazione della città; ecco perché mi rifiuto di entrare nelle logiche classiche della politica locale, fatta di accordi sottobanco, di inciuci, di "manciugghia" come dice il presidente Crocetta: l'unico accordo che ammetto e l'unica alleanza che sono disposto a fare è con le coscienze dei pachinesi onesti, che sono la maggioranza dei miei concittadini!

Mi impegnerò ancora più di prima per rendere Pachino un paese normale, dove donne e giovani possano sentirsi protagonisti della vita collettiva e dove le forze economiche sane possano trovare nel Comune un alleato nel creare ricchezza per i lavoratori e benefici per i cittadini pachinesi.

Grazie a tutti quei numerosissimi amici che in questi giorni mi sono vicini con significativi gesti di affetto e di solidarietà!


Roberto Bruno
Categoria:  Comunicati Inserita il: 17-09-2013 19:35:53
Letta: 709 volte Utente: Corrado Modica
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Chiavi: pachino democratici interesse collettivo consiglieri opposizione querela roberto bruno pd
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