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Nomina scutatori. I GD di Pachino replicano a Blundo


PACHINO - Sapevamo che il consigliere Blundo ci avesse risposto in questo modo, da maestrino della politica e del diritto. Ma il PD ed i GD non hanno bisogno di alcuna lezione di nessun tipo da parte del saccente consigliere, a cui pertanto debbo replicare come delegato del segretario Bersani, impossibilitato a rispondere in prima persona in quanto notevolmente impegnato in campagna elettorale!!!

“ignorantia legis non excusat”: la scarsa conoscenza della legge da parte del consigliere Blundo, e degli altri membri della CEC, non giustifica assolutamente il metodo poco trasparente utilizzato dalla commissione per la selezione degli scrutatori per le date del 24 e 25 febbraio. Infatti, la legge non fa cenno ad alcun criterio di selezione in particolare, ma si limita a specificare che alla nomina degli scrutatori, selezionati tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori in numero pari a quello occorrente, si procede all’unanimità in commissione elettorale. E come mi insegna il consigliere Blundo, secondo il brocardo “ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit”, la legge ha lasciato pertanto alle commissioni la decisione circa il metodo di selezione. Pertanto non ci sarebbe stata alcuna violazione di legge se gli scrutatori da nominare, per i giorni durante i quali sono chiamati a presenziare i seggi, fossero stati scelti attraverso un metodo equo e trasparente come il sorteggio. Molte amministrazioni hanno deciso di adottarlo: Noto, Lentini, Rosolini, realtà forse allora poco accorte e imprudenti?

Ma quale altra risposta aspettarsi da parte del consigliere, sensibile solo al principio civilistico del buon padre di famiglia, tanto da coinvolgere proprio qualche parente nei seggi per quei giorni, così come fatto dagli altri membri (sicuramente non voglio isolare il suo operato, come quello poco consono alla trasparenza).

Il circolo dei GD di Pachino, così come gli altri della provincia, ha deciso di propendere per il metodo del sorteggio proprio per ovviare alle carenze di questa legge elettorale cui non poteva associarsi epiteto migliore di quello che le è stato assegnato, ossia “porcellum”. Ma c’è chi si ritrova nelle porcate di questa legge e i membri della CEC ne hanno dato proprio il “buon” esempio.

Il coordinatore dei GD Pachino
Vitaliano Dilorenzo
Categoria:  Comunicati Inserita il: 08-02-2013 21:08:30
Letta: 506 volte Utente: Corrado Modica
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