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FORZA D'URTO - La protesta del comparto agricolo pachinese si fermera' stanotte


PACHINO - Si rende necessario in questo momento di grande confusione generale uno sforzo di puntualità e di chiarezza. Lo dobbiamo alla nostra cittadinanza che ha dovuto sopportare il peso di una serrata che ha messo a dura prova i nostri commercianti, ma anche ai lavoratori del settore ortofrutticolo che rappresentiamo

La scelta estrema di scendere in strada a bloccare il traffico delle merci è stata presa con fatica, dati gli altissimi costi che ciò a comportato per le tasche dei nostri agricoltori. Costi che non è possibile paragonare a nessun altro comparto agricolo siciliano, per calendario e per la specificità del nostro sistema di produzione.

Abbiamo ottenuto ieri, a Palermo, alla Presenza del Governatore Raffaele Lombardo e dei prefetti delle nove province siciliane l'impegno a intervenire immediatamente su almeno tre dei nove punti rivendicati dal nostro movimento:
a) erogazione immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali ad oggi accertate ed in mancanza di fondi, la creazione di una carta di credito per compensare tasse, Inps ed energia elettrica;
b) Applicazione di una tassa sui cosiddetti "cibi spazzatura" ed introduzione della TAXA SODA già applicata in altri paesi europei, come la Francia;
c) Allineamento per il comparto agricolo degli oneri previdenziali agli standard degli altri stati europei, ovvero circa 5 euro al giorno.


Siamo consapevoli che in un momento di gravissima difficoltà come quello che l'Italia sta vivendo ora i politici non hanno i mezzi per poter accogliere in toto le nostre richieste, e abbiamo considerato l'individuazione di almeno tre dei nostri nove punti di rivendicazione un atto di serietà e di responsabilità, che ovviamente avrà tempi strettissimi per essere valutato nella sua reale consistenza.

Crediamo di avere raggiunto l'importantissimo obiettivo di avere lanciato un primo, potente segnale ai media e alle istituzioni, e tanto può bastare oggi per tornare nei campi a scongiurare che le nostre colture vengano irrimediabilmente compromesse. Siamo in grado di creare enormi problemi incrociando le braccia, ma non siamo animati nè da spirito di sterile ribellismo nè tantomeno di autolesionismo, mettendo a repentaglio il pane delle nostre famiglie. Quindi per noi l'agitazione, come stabilito, finisce questa notte a mezzanotte.

Deve essere chiaro che per noi prendere a lavorare domani non significa esserci accontentati di qualche promessa. Significa solo l'intervallo tra un primo tempo, e un secondo tempo che ci auguriamo non debba venire mai, negli interessi di tutti. Il tempo delle promesse vane si è definitivamente chiuso, ci auguriamo che chi ha orecchie per intendere intenda.

Con queste parole infine riteniamo di avere tracciato un segno nettissimo che ci separa molto chiaramente da chi, per ragioni che a noi sfuggono, vorrebbero trasformare questa protesta in un moto di ribellione cieca e sorda contro le istituzioni e contro l'ordine pubblico. Noi operatori del comparto agricolo pachinese siamo sempre stati dalla parte di chi difende il lavoro, il reddito delle famiglie e i giusti diritti di chi fa questo difficile mestiere.

Continueremo a fregiarci della sigla "MOVIMENTO FORZA D'URTO" in sintonia con il progetto non violento che ha ispirato questi giorni di dura protesta. Qualora altri gruppi, altre sigle, altre realtà esterne dovessero intervenire sotto questa sigla in difformità a quanto da noi oggi dichiarato, saremo costretti a dissociarcene pubblicamente.
Categoria:  Comunicati Inserita il: 20-01-2012 20:59:59
Letta: 813 volte Utente: Corrado Modica
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Chiavi: protesta comparto agricolo forza d'urto commercianti lavoratori agricoltori costi
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