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Bruno: Sindaco Bonaiuto, dove sei?


PACHINO - E' quanto ci chiediamo in questi giorni. Dalla lettura dei giornali scopriamo infatti che il sindaco ha smesso di governare ed ha passato la mano ad altri: Piero Scala e Salvatore Blundo, verosimilmente l'essenza (!) di questa amministrazione.

Le dichiarazioni dell'assessore Scala sul risanamento del bilancio comunale "a partire dal 2012" confermano clamorosamente quanto da noi denunciato in questi due anni e mezzo in merito allo sperpero e allo scialo di denaro pubblico operato dal sindaco Bonaiuto (senza per altro averne la possibilità e con la copertura dei satrapi di palazzo), e mostrano come la strada per l'inferno sia costellata di buoni propositi!

Piuttosto che invocare una generica lotta all'evasione, tardiva e col rischio di essere vana visti i tempi che corrono (occorreva avviarla almeno da due anni, come da noi richiesto in occasione del bilancio di previsione del 2010 e del 2011), si pensi a tagliare tutte quelle voci di spese superflue che incidono in modo pesante sulle casse municipali. E non è vero quanto affermato da Piero Scala sulla revoca degli incarichi: rimangono sul campo, e al libro paga di Paolo Bonaiuto, quelli più pesanti ed onerosi, dal capo di gabinetto al direttore generale, dall'esperto al marketing all'incarico di oltre 100 mila € annui per un dipendente comunale in aspettativa, incarico per il quale abbiamo già chiesto un'indagine alla Procura Generale della Corte dei Conti.

Insomma: spese inutili che andrebbero decisamente tagliate per salvaguardare un bilancio municipale che proprio a causa di questo tipo di gestione corre a vele spiegate verso il dissesto. Ma lo capite che la gente è arrabbiata? Lo volete comprendere che con questo modo di amministrare il denaro pubblico alimentate pericolose tensioni sociali in un contesto già depresso e in piena crisi?

E la proposta dell'assessore Scala di canalizzare in un unico budget le voci in entrata può addirittura rivelarsi molto dannosa,se non si capisce che le somme vincolate non vanno toccate per alcuna ragione, come invece sembra sia stato fatto tanto con il mutuo per gli espropri dei terreni della piscina che con quello per l'acquisto dei locali dell'ex Standa. A proposito: perché il Comune è inadempiente rispetto a quanto pattuito e sottoscritto con i proprietari? Che fine hanno fatto quei soldi che erano a destinazione vincolata? A cosa sono stati destinati?

E veniamo al consigliere Blundo, vero deus ex machina di questa amministrazione: solo chi naviga da vent'anni nel palazzo di città, determinando di fatto le condizioni in cui ci troviamo, poteva affermare con cinismo quelle cose dette sul PRG e sullo sviluppo delle attività artigiane. Si è prima scagliato contro la moratoria sulle varianti al PRG e contro l'opposizione, accusata di ostacolare lo sviluppo economico del territorio, per poi tentare di porsi come interlocutore e referente delle piccole realtà artigiane del territorio. Una cosa è chiara: se ad oggi non abbiamo lo strumento urbanistico (scaduto da ben 14 anni!) per consentire alle piccole realtà artigianali di poter investire grazie ai finanziamenti regionali ed europei, la responsabilità è di chi da vent'anni ha di fatto impedito l'adozione del nuovo PRG con tutta quella sfilza di varianti continuamente presentate (ed approvate) in Consiglio, procrastinandone l'approvazione per tutto questo tempo. E le sue dichiarazioni appaiono ancore più ciniche davanti alla realtà delle cose: quando si svolse il dibattito sulla moratoria alle varianti al PRG (poco più di due mesi or sono), io mi dichiarai disposto ad escludere dalla moratoria le varianti che interessavano le piccole attività produttive ed artigiane, limitandone quindi la validità soltanto ai grandi interventi, come le speculazioni edilizie e turistiche in itinere. E ricordo che fu proprio il consigliere Blundo, dal quale ci saremmo aspettati maggiore saggezza politica, a rifiutare la mia proposta di mediazione, evidentemente interessato non a tutelare le piccole realtà artigiane, come oggi piagnucola, ma le grandi speculazioni turistiche. E ricordo sempre al consigliere Blundo che quella moratoria fu voluta e votata anche da chi oggi siede con lui in maggioranza e governa la città.

Sgombrato quindi il tavolo da finti equivoci e da veri bluff, ed entrando nel merito della questione sollevata dalle organizzazioni artigiane, alla CNA rispondiamo che siamo pronti a sederci immediatamente attorno ad un tavolo e discutere seriamente i termini della moratoria e gli interessi della categoria, ma nel rispetto inderogabile sia della normativa in materia di urbanistica che dell'iter sull'approvazione del Piano Regolatore Generale. E questo lo diciamo perché siamo realmente interessati e preoccupati di avviare uno sviluppo economico che sia al tempo stesso sostenibile e che non vada ad intaccare ulteriormente il già compromesso equilibrio del nostro territorio: gli strumenti ci sono e, almeno per quanto ci riguarda, anche la volontà di operare in modo coscienzioso, lungimirante e nell'interesse generale.

E a proposito di PRG è alquanto inquietante il silenzio dell'amministrazione: dopo la parvenza di tempestività che aveva fatto "silenziosamente" arrivare al Comune prima dell'estate (in tempi record!) il nuovo Piano, sull'argomento rimane il più stretto riserbo, nonostante più volte la IV Commissione Consiliare sull'Urbanistica abbia chiesto ufficialmente ai progettisti di presentarsi davanti al Consiglio Comunale per spiegare il lavoro svolto. Ma, evidentemente, i timori di Paolo Bonaiuto per un confronto serio e completo sul nuovo PRG sono più forti delle esigenze di dotare il territorio del nuovo strumento urbanistico.

Portate piuttosto al più presto il PRG in Consiglio Comunale (quello però che tiene conto delle Linee Guida approvate quasi un anno fa) per consentire alle realtà economiche di poter programmare i loro investimenti in un momento di gravissima crisi economica.

Per il resto non ci interessano le vostre alchimie politiche, le vostre manovre di palazzo per assicurarvi una maggioranza che con tutta evidenza non troverete mai, certamente fra la cittadinanza. Come non ci interessano nè i movimenti dall'opposizione alla maggioranza (i cambi di casacca) nè le trame del "puparo" di turno, convinto di gestire uomini e cose, ma assolutamente inadeguato ad affrontare i problemi complessi della nostra città.
Ve l'ho già detto: se prima avevate l'arroganza dei numeri, oggi vi è rimasta soltanto l'arroganza. Ma con quella non si va lontano.

Roberto BRUNO
http://liberidiessere-pachino.blogs...
Categoria:  Comunicati Inserita il: 06-01-2012 21:37:43
Letta: 869 volte Utente: Corrado Modica
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Chiavi: roberto bruno pd bonaiuto piero scala blundo bilancio sperpero denaro pubblico corte dei conti prg dissesto
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