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Appello di Mons. Staglianò: farsi “esploratori della misericordia” aprendo i conventi chiusi


A conclusione del Convegno Pastorale diocesano, il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò ha esortato tutti gli operatori pastorali a farsi “Esploratori della misericordia” in un rinnovato atto catechistico e in una “predicazione itinerante”, per costruire insieme – Vescovo e Presbiteri – comunità di parrocchie realmente missionarie, capaci di esprimersi sulla scena della storia come porte aperte agli ultimi e alla solidarietà.

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Per questo il Vescovo si auspica che nella sua Diocesi nascano delle “sentinelle” e si costituiscano “esploratori della misericordia”. Per questo – ha proseguito Staglianò – la metafora dell’ospedale da campo proposta a noi dal Papa che ben interpreta il servizio del buon samaritano che la Chiesa deve incarnare. E’ necessario però che venga interpretata nella “spinta missionaria” che Papa Francesco sta imprimendo a tutte le iniziative delle Chiese locali. In realtà – ha posto l’accento il prelato - il “campo” è il mondo e dunque è il mondo, in ogni suo aspetto, in ogni sua dimensione (territoriale ed esistenziale) che va considerato. Questo spinge alla missione che qui vogliamo concepire come “esplorazione” del disagio e delle povertà, da individuare, da stanare, da scoprire (qualora fossero mascherate). La nostra Chiesa locale si dovrà dunque dotare, oltre che di sentinelle, anche di esploratori. Per questo – evidenzia il Vescovo – ho voluto in Diocesi le comunità di parrocchie che sono state pastoralmente progettate per questo: per sviluppare sinergia e comunione pastorale, ma soprattutto spinta missionaria verso le periferie esistenziali che oggi – consapevolmente o inconsapevolmente - invocano la nostra presenza affettuosa e misericordiosa.

Abbiamo bisogno di cristiani adulti, formati, - ha esclamato con determinazione il Vescovo - che siano capaci di assumersi responsabilità nell’evangelizzazione, perché anzitutto vogliono convertirsi da maestri in testimoni.

Il Vescovo Staglianò si augura che la Chiesa che è in Noto si renda capace di rinnovare l’atto catechistico. “Potremmo rinnovare l’atto catechistico in parte così: i nostri ragazzi potrebbero ricevere la catechesi dell’iniziazione cristiana dai genitori che si organizzerebbero anche nelle zone di una città (che sono pure poiché territorio umano, “parrocchia”). La parrocchia forma i catechisti per la famiglia e verifica quanto i genitori hanno fatto (mensilmente!) organizzando percorsi formativi nei quali stringere fortemente il legame tra insegnamento ricevuto e gesti testimoniali di carità solidarietà, amicizia, fraternità, comunione”.

Il catechista per Staglianò è la figura adulta del credente - non più semplicemente “collaboratore” dei parroci, ma “corresponsabile” dell’evangelizzazione. Abbiamo bisogno di adulti nella fede che mostrino al vivo (ecco il senso giusto della testimonianza) che questa buona notizia è vera perché si vede in loro. Penso in questa direzione tutti voi – ha affermato il Vescovo - vorrei convocare in una sorta di predicazione itinerante.

Direttore UDCS
Don Rosario Sultana
Categoria:  Comunicati Inserita il: 04-10-2013 19:46:34
Letta: 657 volte Utente: Corrado Modica
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Chiavi: antonio staglianò misericordia solidarietà conventi papa francesco dignita essere umani
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