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Agli Istituti Scolastici di Pachino e di Portopalo


L’Italia oggi è divisa in due o, meglio, in quattro grandi categorie:

1) I cittadini e le cittadine onesti e oneste, indignati/e per tutte le ingiustizie esistenti, per gli innumerevoli atti di corruzione (proposti e accettati), per i tentativi più o meno espliciti di fermare i giudici che vogliono arrivare alla verità, per la priorità che si dà al mondo internazionale finanziario calpestando i diritti delle popolazioni, per i favoreggiamenti diretti ed indiretti (voluti o inconsapevoli) rivolti soprattutto alla criminalità organizzata, ecc.
2) I cittadini e le cittadine disonesti/e o menefreghisti/e o superficiali, pronti/e a votare ancora una volta gli stessi personaggi di sempre o ad essere i disonesti di sempre, decisi a denigrare coloro che vorrebbero conoscere le verità fino in fondo, a frenarli, ad isolarli, in nome di un fantomatico pericoloso comunismo ormai inesistente o di un estremismo che chiede solo giustizia.

1a)- I cittadini e le cittadine pessimisti e pessimiste, che ritengono che la situazione sia talmente grave che è impossibile raddrizzarla pacificamente e democraticamente, per cui diventano o desiderosi di reazioni anche violente nei confronti delle persone più in vista della società (seppure queste sono in grado di fare eventuali reati grazie ad un silenzio- assenso della maggioranza silenziosa, anch’essa virtualmente disonesta); oppure diventano delusi e deluse al massimo, depressi/e, stanchi e stanche di andare avanti perché senza più speranza per un avvenire più roseo dell’attuale.

2a)- cittadini e cittadine che, nonostante tutto, sognano ancora un futuro migliore, che sono pronti/e a lottare, a dire basta, a pretendere una politica diversa, una società più giusta e trasparente, più solidale e meno schiava degli affari milionari o miliardari delle lobby della finanza mondiale e nostrana.

In questo contesto delicato, come e dove si situa la scuola?
E’ in grado di dare delle risposte ? E’ in grado di educare ai valori che danno senso alla vita? E’ in grado di proporre credibilmente legalità, democrazia, integrazione, solidarietà, interesse per la polis ed il prossimo ?

L’APAC, all’inizio dell’anno scolastico 2012-2013, sollecita dirigenti scolastici e docenti ad interrogarsi su tali problematiche fondamentali e vitali per la nostra società e a proporre iniziative inerenti.

Si mette a disposizione dei singoli docenti, delle singole classi o di gruppi collettivi che desiderano affrontare le tematiche della legalità, della partecipazione democratica, della Costituzione, dei rapporti che dovrebbero esserci tra i cittadini e le Istituzioni e così via.

Augura un sereno ed efficace anno, all’insegna dell’azione persuasa e persuasiva nonché di stimolo per l’intera collettività.

Il presidente
Nino Gullotta
Categoria:  Comunicati Inserita il: 14-10-2012 21:15:25
Letta: 424 volte Utente: Corrado Modica
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Chiavi: apac cittadini indignati corruzione ingiustizie diritti criminalità istituti scolastici
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