Stato di agitazione al Comune

Stato di agitazione al Comune PACHINO - Stato di agitazione dei dipendenti municipali. Nei giorni scorsi, in un'assemblea sindacale, i dipendenti comunali hanno deciso di scendere sul sentiero di guerra a causa del mancato versamento della retribuzione mensile. Da lunedì pertanto i comunali faranno sentire la loro voce secondo le modalità e nei termini sindacali consentiti. Si abbatte dunque anche sul personale la scure della mancanza di liquidità del comune di Pachino. Fino a oggi la grave crisi economica delle casse pubbliche aveva avuto i suoi effetti soltanto sui dipendenti della Dusty, mentre il personale impiegatizio, anche se con qualche sporadico ritardo, aveva sempre ricevuto gli emolumenti. Recentemente, tuttavia, in ottemperanza a quanto scaturito dal vertice in prefettura nel quale si è discusso della mancanza dei pagamenti nei confronti della Dusty, il comune di Pachino ha provveduto ad impegnare le somme assegnate dalla Regione, circa 700 mila euro, per saldare due delle mensilità dovute alla ditta che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

La conseguenza è che non sono rimaste le somme necessarie per poter provvedere al pagamento dei dipendenti municipali.
Una situazione, questa, che era stata già anticipata dal commissario straordinario Margherita Rizza che aveva di fatto pronosticato le difficoltà che si sarebbero venute a creare. In particolare dei 700 mila euro devoluti dalla Regione, somme peraltro ancora non materialmente disponibili, 400 mila verrebbero utilizzati per la Dusty, mentre i rimanenti 300 mila servirebbero per gli oneri previdenziali dei dipendenti che non sono procrastinabili. Di fatto nulla sarebbe rimasto per pagare la retribuzione al personale impiegatizio.
«Non contestiamo la decisione di dare priorità ai pagamenti nei confronti di Dusty - hanno affermato alcuni dipendenti nel corso dell'assemblea sindacale dei giorni scorsi - poiché comprendiamo che non è possibile innescare una guerra tra poveri. Riteniamo tuttavia leso un nostro diritto a percepire una regolare retribuzione per un lavoro svolto».

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 28-02-2009 - Categoria: Cronaca

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