Istituto di credito nel mirino

PACHINO - All'indomani dal nuovo atto intimidatorio posto in essere ai danni di un funzionario della Banca di Credito Cooperativo di Pachino, ci si interroga sulle possibili motivazioni che hanno portato alla recrudescenza criminosa ai danni dell'istituto di credito che finanzia la maggior parte delle imprese agricole ed artigiane locali. Dai vertici della banca solo commenti informali e non ufficiali. I vertici dell'istituto di credito stanno riflettendo se sia opportuno prendere posizione con un comunicato ufficiale sull'accaduto o rimanere in silenzio «a fare banca» così come in gergo si usa dire, per sottolineare il rigore e la serietà profusa in un lavoro certamente delicato affidandosi alle forze dell'ordine per far luce su quello che è il terzo episodio intimidatorio nel giro di poche settimane. Ieri comunque alcuni funzionari sarebbero stati ascoltati in procura al fine di capire cosa possa avere determinato gli episodi incendiari. Per il momento l'ipotesi più accreditata rimane sempre quella del finanziamento del credito e delle esecuzioni poste in essere per conto della banca nel caso di ingenti scoperture.

Un'attività, quella della gestione del credito, certamente delicata e che in taluni casi obbliga ad intraprendere delle procedure esecutive nell'interesse della stessa banca, ma che provoca facilmente il risentimento di molti debitori che verosimilmente potrebbero reagire in maniera scomposta. Dei gravi episodi intimidatori intanto sarebbe stata informata anche la prefettura e le istituzioni a tutti i livelli. Il primo cittadino Paolo Bonaiuto in più occasioni ha sottolineato il suo impegno nel campo della lotta alla criminalità, anche se nel caso di specie si ha quasi la sensazione di una difficoltà oggettiva nell'adottare specifici provvedimenti data la delicatezza della vicenda. Ad intervenire inoltre è stato l'ex senatore Pietro Ferrara che da ex vicepresidente della commissione nazionale antimafia dall'87 al 92 ha affermato: «Esprimo la mia piena solidarietà ai funzionari della Bcc che hanno subito queste ignobili intimidazioni. Quando ero vicepresidente della commissione nazionale antimafia, Pachino attraversava momenti difficili per cui richiesi che una riunione della commissione venisse fatta proprio a Pachino. Oggi come allora, è necessario che le istituzioni compiano controlli accurati sul territorio. Chi ricopre cariche pubbliche non può rimanere indifferente di fronte a questi segnali».

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 24-11-2009 - Categoria: Cronaca

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